Mgr. Nicol Rubá Vošmíková RUBART
Česká republika 🇨🇿
Mgr. Nicol Rubá Vošmíková RUBART è una scultrice professionista e autrice di installazioni oggettuali. Riconosciuta dal Ministero della Cultura della Repubblica Ceca, vincitrice dell’Attestato di Merito Premio Artista d’Europa, tre volte finalista del prestigioso Curatone.art di Berlino e innovatrice delle proprie tecniche artistiche, che ha sintetizzato sotto il nome di Saphea Phenomenal Spatial. Protetta da atto notarile e tramite blockchain Bitcoin/Ethereum, così come ogni sua opera è accompagnata da un NFT ed è in vendita anche in formato digitale. Nel suo solido percorso curatoriale non mancano le selezioni per i musei MUST e MAXXI, il piazzamento tra i primi 40 su oltre 1100 partecipanti al prestigioso concorso di arte contemporanea di Venezia, dove, tra l’altro, ha tenuto una delle sue prime mostre e ha superato rigorose selezioni internazionali. La sua attività espositiva, in soli 6 mesi di carriera professionale, conta più di 25 mostre; è stata ripetutamente selezionata da giurati della Biennale di Genova, da vincitori del Premio Leonardo da Vinci o da vincitori del Red Dot Award. A confermare il suo valore contribuiscono anche oltre 20 pubblicazioni con ISSN/ISBN. Nicol non ricorre a metafore, non si esprime con un linguaggio che non utilizzerebbe in altre circostanze e non separa la sfera lavorativa da quella personale. Fin da piccola contavo le stelle, leggevo i geroglifici egizi e la mia educazione è in sintonia con l’architettura, il mio cervello con la disciplina giuridica, ma le mie mani parlano una lingua che non si impara dai libri. Creo nel punto in cui finisce la logica e inizia la trasformazione. Sono la custode dell’eredità familiare di nomi che hanno eretto monumenti e dato un volto alla nuova Ostrava. Ora, per centinaia di ore, costruisco monumenti sulle tele. Monumenti difficili da descrivere a parole, appesi a un unico chiodo e che pesano meno di un gatto. Ho dato inizio a queste strutture partendo da luoghi in cui gli altri hanno paura persino di sbirciare, e sapevo che o avrei scelto di avere le mie cose, le mie cerchie di sicurezza, ma avrei perso me stessa, oppure me stessa, ma avrei perso tutto. La mia vita tremava dalle fondamenta e ho affrontato quelle notti buie da sola, perché tutti quelli di cui mi fidavo erano scomparsi. Ma il mondo è pieno di persone che si abbassano per il comfort degli altri e io ho scoperto le mie strutture in stanze senza chiave; non ho pianto, non mi sono asciugata il sangue, ho approfondito qualcosa che, come unica cosa, nessuno potrà mai più portarmi via. Io e la mia cagnolina Millie. La mia curatrice più severa, la mia «mamma W.». Forse, e probabilmente proprio per questo, il crollo è diventato fondamentale per la mia creazione; sto imparando a dare un nome a molte cose; non ho mai desiderato essere un’artista e così ho scoperto chi fosse un curatore, forse a febbraio o marzo.